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I Misteri di Lapio

 

Una delle tradizioni più suggestive ed antiche che si pertepua, ormai da secoli, nel paese irpino il Venerdì Santo di ogni anno, riguarda l'esposizione dei cosiddetti “Misteri di Lapio”. Si tratta di 22 gruppi di statue in cartapesta (ogni gruppo è detto “Tavolata”), di grandezza più o meno naturale, che raffigurano le scene più drammatiche e salienti della passione e morte di Cristo. Le 22 Tavolate, comprendenti 85 statue singole, risalgono al 1810 e furono realizzate da una bottega artigiana di Napoli su commissione della Confraternita della Madonna della Neve.

Infatti, in una supplica inviata nel 1840 all’Intendente di Principato Ultra, Tommaso Statuto, priore della Confraternita della Madonna della Neve, scriveva: “occorrono già sei lustri dacché detta Congrega mossa da una viva devozione fece formare in Napoli in cartapesta i simulacri della Passione di Gesù Cristo”.

Una volta i Misteri venivano portati in processione insieme alle statue del Cristo Morto e dell’Addolorata, oggi invece semplicemente sistemati nelle vie di Lapio.

LAPIO - SPACCATO DEL BORGO

lapio borgo paesaggio

  DESCRIZIONE


Non poteva mancare una passeggiata alla riscoperta dell’antico borgo di Lapio, che con i suoi caratteristici palazzi, le sue suggestive piazzette e sue strette stradine, rappresenta la più vivida testimonianza delle radici identitarie della sua popolazione.
Addentrandoci in una delle piazzette del Borgo, chiamata dai lapiani piazzetta dell’asilo infantile, ed attraversandola completamente, la vista è rapida da un altro spettacolo naturale: l’intera valle circostante è sotto i nostri piedi.
Il borgo non finisce di stupirci; e percorrendo la strada che fiancheggia la chiesa di Santa Caterina arriviamo su un terrapieno dal quale si può ammirare l’imponente struttura del Palazzo Filangieri e l’intera valle sottostante.

 

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LAPIO - CHIESA MADONNA DEL CARMINE

lapio chiesa madonna del carmelo

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La chiesa della Madonna del Carmelo è sita nella zona anticamente conosciuta come San Martino/Croce ed è stata costruita dalla confraternita intitolata alle anime del Purgatorio e alla Madonna del Carmelo, con il benestare dell’Università lapiana che concesse ad essa di insediarsi nel nuovo cimitero della contrada e la incentivò nella costruzione di una propria chiesa, mediante la possibilità di attingere al patrimonio pubblico boschivo per favorire la costruzione del sacro edificio.
Da alcuni documenti risulta che la chiesa venne aperta al culto nel 1789 (testimonia ciò l’iscrizione impressa sull’antico portale, collocato sul lato sinistro della chiesa attuale). I lavori di rifinitura ed abbellimento, però, continuarono ancora negli anni seguenti, come risulta da due contratti stipulati nel 1798 dal priore Pasquale Rossi con due artisti stuccatori Salvatore ed Agnello de Franco.
La chiesa venne poi radicalmente ristrutturata tra il 1885 e il 1890, modificandone radicalmente l’originario impianto architettonico.
Per quanto riguarda l’ipogeo i lavori di restauro furono completati contestualmente alla riconsacrazione della chiesa avvenuta il 4 settembre del 1890.
Nella struttura si notano due nuclei distinti. Il più antico risale al 1836 ed è contraddistinto dall’altare costruito dai maestri Rossi e Salvi, dall’affresco di Santa Filomena e da quello della vergine piangente. I colori e la tecnica di esecuzione di entrambi i dipinti, fanno pensare ad un unico autore. Gli altri stucchi ed affreschi, sembrano essere invece posteriori al 1836. Secondo una prima ipotesi, tali affreschi, sono da attribuire ai professori Don Gaetano e Don Antonio Volpe di Paterno, mentre una seconda attribuisce tali affreschi allo stuccatore Agostino Barchiesi e al figlio Annibale, che già presenti sul territorio, avevano realizzato importanti opere per la chiesa superiore.

 

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LAPIO - CASTELLO FILANGIERI

lapio palazzo filangieri

  DESCRIZIONE


La prima notizia sull'esistenza di un castrum a Lapio risale al 1130 quando Ruggiero compì un atto di donazione in favore del monastero di Montevergine. Il suo primo assetto costruttivo risaliva all’epoca Longobarda, fungendo da avamposto del Ducato di Benevento.
Nel tempo, la costruzione perse il suo carattere difensivo, fino ad essere trasformato dai Filangieri, maggiori feudatari del territorio lapiano, in una residenza gentilizia.
Il palazzo, sul portone d’ingresso, conserva lo stemma marmoreo dei Filangieri raffigurante un scudo con in mezzo l’Aquila imperiale bicipite svolazzante e portante in petto uno scudo più piccolo con croce e diadema imperiale.
All’interno, il palazzo è caratterizzato da un cortile con porticato, ove si trova un pozzo sul quale sono incisi diversi disegni e stemmi di epoca rinascimentale. Il primo piano, invece, presente quasi tutte le volte ricoperte da affreschi.

 

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LAPIO - CHIESA SANTA CATERINA

lapio chiesa santa caterina

  DESCRIZIONE


La chiesa di Santa Caterina di Alessandria V. M. è la chiesa Madre di Lapio e venne edificata intorno al 1500 nella località detta “il Piano” o “Pianello”. Secondo una pianta risalente al 1700, essa si sviluppava in senso longitudinale con le cappelle allineate sul lato sinistro.
L’originario impianto venne radicalmente stravolto verso la metà dell’800, quando la chiesa presentò problemi di staticità; si decise, pertanto che la chiesa andava ricostruita interamente.
Il progetto della nuova chiesa venne redatto dall’ingegnere torinese Angelo Labò, il quale eliminò il fastidioso campanile e i sei scalini che si trovavano davanti all’edificio, abbassò il livello del pavimento e ripartì lo spazio interno a tre navate. Il lavoro venne iniziato dal muratore locale Silvano Romano.
Oggi la chiesa Madre di Lapio si presenta con facciata esterna formata da due impalcati, l’inferiore composto da tre campate, il superiore da una sola campata baricentrale rispetto all’inferiore.
Si notano tre accessi, di cui uno centrale principale e due laterali e due nicchie interposte tra detti ingressi. Sul lato destro, rispetto alla facciata principale, sono presenti due lapidi in marmo su cui sono incisi i nominativi dei benefattori per la realizzazione della chiesa.
La parte superiore viene riproposta come quella inferiore con vano centrale al posto dell’ingresso principale. Su detto piano, al posto delle campate laterali, esistono due muretti d’ala, che seguono l’andamento del tetto di copertura delle navate laterali.
Completa il prospetto principale, Il campanile che è composto da tre corpi di forma quadrata, il secondo dei quali presenta nella parte frontale della piazza, un orologio incassato con la seguente incisione: «Cav. DE Vita 1915».
All’interno, le navate laterali si presentano con cinque volte ognuna ed uno spazio frapposto tra le prime quattro e la quinta volta.
Nella navata di sinistra si segnala la presenza della tela cinquecentesca raffigurante il martirio di Santa Caterina, secondo alcuni opera di Marco Pino da Siena ai piedi di tele opera pittorica la tomba del conterraneo cardinale Giuseppe Caprio.
il soffitto della navata centrale è rettangolare e piano, impreziosito da tre affreschi principali e da quattro medaglioni.
Il transetto è caratterizzato da una cupola, in nei cui quattro angoli sono presenti affreschi raffiguranti S.Luca, S.Matteo, S.Marco, S. Giovanni; un'altra cupola di dimensioni inferiori sovrasta il presbiterio, in cui vi è l’altare in marmi policromi dedicato a Santa Caterina e un coro ligneo, probabilmente, risalente al 1400.
Nella cappella di sinistra, laterale all’aula presbiterale, si ammira un altare dedicato alla Madonna di Pompei, mentre nel soffitto un dipinto che rappresenta “San Giovanni lungo le rive del fiume Giordano”

 

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